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L’anziano sa!
Prendere l’autobus per l’ospedale è come prendere la navetta di un ospizio che fa “stanza/cambio pannoloni/campo di bocce” e ritorno.
Alcuni sono arzilli, altri più decrepiti, aggrappati ai pali dell’autobus come scimmie al vento (e qui c’è da dire che gli autisti non sono dei più sensibili), carrozzine che oscillano seguendo la strada perché qualcuno non ha inserito i freni, gente scatarrina e gente sbavina.
Ma loro, assidui frequentatori degli ospedali e poliambulatori, sanno sempre dove andare. Se è la prima volta che si va in ospedale e non si sa qual’è l’ingresso, basta seguirli. Tutti in marcia verso l’ufficio informazioni, è come partecipare a una maratona del reparto geriatrico…tutti cercano di arrivare prima, e tu giovane spaesato ti trovi sommerso da cataratte, carrozzine e stampellati…Se osi superare sei spacciato…. trovi un muro, tutti uniti contro il nemico, per poi tornare a un “tutti contro tutti”.
Non chiedere ma segui la corrente geriatrica.
Loro sanno! Lo sanno sempre!
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No! Il liquidume no!
Sono nata in uno stato fiero delle sue ricette! Da nord a sud ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i gusti.
La Moldavia d’altro canto, non ha proprio delle ricette strepitose. Lui ogni tanto prepara delle ricette tipiche, delle cose strane, tritate, mischiate, bollite. Soprattutto bollite. Non so perchè ma sembrano un popolo fiero del loro liquidume. Tutte quelle ciorbe composte al 99.99% di liquido e il restante sono cose a caso. Potrebbe anche capitare di trovarci dei chiodi! “Ah ecco dov’erano! ovviamente in una ciorba strepitosa! cosa sarebbe una zuppa se non fosse ricca di ferro!”
Un giorno mi ha offerto una ciorba al pollo…e il pollo c’era davvero! La sua testa galleggiava nella padella come un cadavere trascinato dalle onde… Quella è stata l’unica volta che ho rifiutato un pezzo di pollo!
Oh ti prego dio fa che impari a cucinare cibo solido e italiano!
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tumblrbot ha chiesto: WHAT IS YOUR FAVORITE INANIMATE OBJECT?
My Glasses Case
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Tu parli la mia lingua?
Da piccola volevo imparare tutte le lingue del mondo per poter viaggiare senza problemi; poi sono usciti i MIEI problemi: per esempio la pigrizia (mi ha fatto passare la voglia di fare molte cose), il fatto che ho iniziato ad odiare alcune lingue (tra cui il francese, lo spagnolo e il tedesco) entrando in contatto con i loro parlanti, e infine perchè ho realizzato che mi ci sarebbero volute almeno 5 vite per impararle tutte quante. Così ho iniziato ha fare una lista delle lingue più interessanti e ovviamente poco comuni. Per cui ho abbandonato il cinese (che forse poteva garantire un margine di successo) perchè non è mai scattata la scintilla, per l’hindi (lingua che cagheranno in ben pochi e consiste in un vano investimento per il futuro). E’ stato amore a prima vista (anche se la sua grammatica mi fa un po’ sbroccare) per poi dirigermi verso il sanscrito e il tibetano (…e queste non se le fila proprio nessuno) avrei poi una vaga idea di imparare diverse lingue indiane tra cui il pujabi e il kannada (così…per sport). Alla (quasi) fine del mio percorso di studi ho realizzato che forse avrei dovuto studiare la lingua dei segni indiana (che in un futuro potrei parlare tra me e me allo specchio ..-.-) e così navigando in internet trovo un sito dove la insegnano e inizio ad esercitarmi… Poi si rivelerà una passione di due giorni…Ero super presa e dall’emozione lo dissi al mio ragazzo:
Io: “Tesoro! Non ci crederai mai ma ho deciso di studiare una nuova lingua”
Lui mi guarda con gli occhi che brillano di felicità: “Il moldavo?”
Com’è che dopo due anni che lo conosco l’unica lingua che ancora non ho deciso di studiare è proprio il moldavo? In quel momento ho sentito che gli avrei potuto frantumare il cuoricino per la delusione: “Gulp! No! Sai pensavo che sarebbe carino se così per sport iniziassi a studiare la lingua indiana dei segni e poi forse un giorno imparerò anche la tua! Giurin giurello!” Lui mi guarda con rassegnazione e falso entusiasmo…E ancora non ho iniziato!
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Trip karmici
Sono nata in una famiglia in cui la parola karma è parte fondamentale del vocabolario quotidiano ed è stata associata al ceffone volante di mamma e papà…
Il karma era quella cosa che ti colpiva nel momento più inaspettato come conseguenza di una cattiveria. Poi c’erano volte in cui venivi colpito senza un valido motivo…ma quello dicono sia dovuto ad un accumulo di negatività! Karma di merda!Legate al karma ci sono le connessioni karmiche per cui la logica dovrebbe essere che se incontri qualcuno in realtà è perchè c’è stata qualche connessione in qualche vita precedente.
All’ultimo anno delle medie ero andata in fissa totale per lady D. e la mia degna compagna di neuroni mi seguiva a ruota (anche se non era ben chiaro chi seguisse chi)…passavamo i pomeriggi girovagando per il paese e chissà perchè chissà per come ci imbattevamo sempre in qualche cane abbandonato…maschi o femmine…tutti si chiamavano come la principessa morta (perchè secondo la nostra logica erano la sua reincarnazione). Il primo era una femmina ed è stato suo diritto prendere il nome Diana, poi è venuto il secondo che si chiamava Diana 2 e così via…credo che fossimo arrivate al numero 6. Poi è arrivato un maschio (e di quello eravamo sicure al 100%) e l’abbiamo chiamato Spino (perchè era un mezzo spinone) il che significava che il trip delle reincarnazioni era finito. Tutti questi cani sono entrati nelle nostre vite solo per un pomeriggio e poi sparivano.
Quando la mia amica è andata in fissa totale per il Che ogni singolo essere vivente veniva chiamato Ernesto…Il piccolo problema era che tutti questi esseri sono spariti in circostanze sospette dal luogo in cui si trovavano. E’ un esempio l’asinello che ci veniva a salutare lungo la strada…stava benissimo prima che lei lo chiamasse Ernesto…ad un certo punto è scomparso….e non è più tornato! Lo stesso vale per una coppia di cavalli, qualche cane e forse dei gatti…appartenevano tutti a qualcuno e tutti questi pelosini sono scomparsi nel nulla inghiottiti da un nome che forse portava un po’ sfiga!
Spero di non rinascere mai in un Ernesto!
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Giramento di pianeti!
In casa siamo in quattro. Tre femmine e un solo maschio. Questa volta (come la volta prima e la volta prima ancora) ci è toccata una specie di talpa con un odore un po’ angusto e se ne sta sempre rintanato nel suo buco. Per sua fortuna non subisce le lune che una volta al mese (che per tre persone comporta un periodo di quasi tre settimane) colpiscono le mura di questa casa. Di noi tre quella che se la vede peggio è quella che vive la settimana di mezzo…Condivide le gioie di quella che ha finito e la rabbia di quella che sta ancora nel mondo delle lune.
Sapete chi è coinvolto più di tutte? Il mio ragazzo! Ogni tanto a tavola controlla di non avere qualche lama infilata nella schiena per avere messo il bicchiere nel posto sbagliato o per aver grattugiato il formaggio in modo troppo rumoroso. Gira come un ninja in missione cercando di farsi vedere il meno possibile…Si mimetizza tra i cuscini e l’arredamento. Però non ce la fa…qualche pianeta colpisce pure lui…dritto in fronte…sviene e se ne va incazzato! Pure a lui girano i pianeti e le rispettive lune così non risponde più al telefono; se gli si chiede qualcosa inizia il voto del silenzio…e così via!Ma cos’è? Vuole avere il ciclo pure lui?
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Taken with instagram
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Mia figlia! (Taken with instagram)
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Sis (Taken with instagram)
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je déteste les Français
Ho sempre pensato che, chi frequenta l’università, dovrebbe seguire le lezioni standosene buono e tranquillo invece di trasformarsi in un vulcano iperattivo rompendo le palle a tutti gli altri. Ho sempre rispettato le persone che stanno attente e che vogliono fare. Questo prima di seguire il corso di francese. Tra le miliardi di cose e persone che odio; il francese è nella lista ai primi posti…occupa il primo e secondo posto. Giusto per non lasciare margine di errore.
Così ieri ho avuto la mia prima lezione di francese. Li per li l’ho spacciata come prima lezione assoluta, ma per mia sfortuna ne ho avute altre.
La prima volta andavo alle medie e ho abbandonato il corso alla seconda lezione e da li ho capito che gli insegnanti di francese sono tutti uguali. E’ come se chiedessero una prerogrativa: ESSERE FRANCESE ANCHE SE NON LO SEI. Più o meno tutti gli insegnanti iniziano la prima lezione parlandoti delle grandezze della Francia; del fatto che il francese è in realtà la lingua più parlata nell’universo e per l’occasione si portano la mappa delle lingue più parlate…e guarda caso li è la prima della lista. E io che pensavo che fosse il cinese la lingua più parlata al mondo. Ah già che stupida…loro parlavano dell’universo!
Tornando alla mia lezione; la classe è stracolma. Ma questa è una cosa ovvia; hanno appena unificato dei corsi di laurea in un unico corso…cosa troppo ovvia chiedere un’aula più capiente per il doppio degli studenti. Comunque per mia fortuna la classe è strapiena perchè io sono in ritardo. E’ talmente piena che la porta non si può chiudere. Così mi imbuco nell’angolo sotto la finestra, ben imboscata, ma con l’orecchio teso verso la lezione…anche se non serve visto che il genio francese parla in francese nonostante la classe per la maggioranza non ha mai studiato francese. L’insegnante è francese in tutti i sensi, e io vorrei avere un cecchino per eliminarla. L’esercizio del giorno è: Mi piace/odio. Crea delle simpatiche frasi con il tuo vicino di banco e poi esponilo alla classe IN FRANCESE. Bene. Io non ho un banco. Sono seduta per terra. E la ragazza più vicina è troppo lontana. Mi guarda. Sorride e le si illumina il volto. Per un attimo penso che sia lesbica perchè preferirei baciare una lesbica che fare questo stupido esercizio tipregofachesialesbica! ti prego, tipregotipregotiprego!!! Non è lesbica. Lei emana entusiasmo da tutti i pori e io cerco di ricambiare ma credo che la mia smorfia fosse più smorta del volto di un tossico dopo la dose quotidiana. Si avvicina trascinandosi la sedia e io la accolgo con tutto l calore che potessi avere in corpo…una lucertola all’ombra sarebbe stata più calda. Iniziamo l’esercizio…che finisce subito e io non ho capito un accidenti di quello che mi ha detto. Lei sembrava felice di scrivere quello che odio e che amo e ora che ci penso avrei dovuto dirle che odiavo il francese…ma non l’ho fatto! Sono nel mio magico mondo anti-francesi quando sono costretta a riemergere perchè la deliziosa ragazza vestita di bianco, nonchè la compagna dell’esercizio, si agita come una scimmia alla vista di un mango. Perchè? PERCHE’ dico io vuoi proprio esporre alla classe di francese quello che odio? Tiro fuori la motosega e le stacco il braccio. Questo non è successo ma l’insegnante non l’ha considerata.
Giuro che pagherei per riavere il classico e vecchio insegnante di inglese.


